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La guerra dei mondi

L’eterna guerra tra i vini naturali e industriali è lungi dal finire.War of the Worlds

Nei vari siti specializzati, si parla tanto di vini naturali contro quelli industriali e spesso non si sa nemmeno cosa si intenda con questi aggettivi.

Che la cosa non sia chiara, lo si capisce in generale anche dai commenti delle persone che leggono gli articoli in merito: nella fattispecie ci sono gli enotalebani che intendono per vino naturale un vino dove oltre all’uva non c’è null’altro, ma quell’uva deve provenire da coltivazione senza interventi chimici; altri invece dicono che ammettono un po’ di metabisolfito e zolfo e rame in vigna per salvare l’uva, altri ancora sostengono che i vini naturali non possono esistere perchè l’uva da sola non si raccoglie e non si pigia. Insomma, le interpretazioni sono diverse.

A tal proposito, il sempre bravo Carlo Macchi direttore di Winesurf ha scritto un’interessante articolo qui dove si pone alcune domande e dove spiega il perchè sarebbe meglio evitare questi due termini.

Le domande che si pone sono tutte meritevoli di risposta:

Cosa vuol dire “naturale”?

1.    Naturale vuol dire lasciare le uve allo stato di natura quindi attaccate alla pianta?
2.    Naturale vuol dire raccogliere le uve e vinificarle senza assolutamente nessun ausilio esterno e avere come  risultato spesso un ottimo aceto?
3.    Naturale vuol dire coltivare la vigna senza alcun ausilio esterno di natura chimica o semplicemente organica che possa in qualche maniera creare danni al terreno ? (In questo caso, per inciso,  i vini biologici non sono naturali)
4.    Naturale vuol dire quanto scritto sopra più seguire gli stessi precetti in cantina, quindi zero solforosa e zero compagnia cantante?
5.    Naturale è un vino che non fa male quando lo bevi, quindi che non ha sostanze tossiche al suo interno? Ma l’alcol non è una sostanza tossica?
6.    Naturale vuol dire cercare di produrre buone uve utilizzando il meno possibile gli ausili fisico-chimici permessi nella produzione delle uve e del vino?

7.    Naturale è un vino rispettoso del territorio?
8.    Naturale vuol dire che non è un vino industriale, ma allora che cos’è un vino industriale?

Vediamo quindi di definire il vino industriale

1.    Industriale è un vino prodotto da una cantina che non è un’azienda agricola?
2.    Industriale è un vino prodotto da chiunque (azienda agricola, società varie, coltivatore diretto etc) ma con l’ausilio dei prodotti ammessi dalla legge?
3.    Industriale è un vino da agricoltura biologica ma vinificato non rispettando la nuova normativa sui biologici?
4.    Industriale è un vino prodotto da una grossa (o anche piccola) cantina con uve da agricoltura biologica e vinificato rispettando i parametri della nuova legge sul biologico che sono talmente ampi da permettere quasi tutto?
5.    Industriale è un vino che viaggia in cisterne (legalmente s’ intende) e quindi per evitare rischi deve essere almeno solfitato?
6.    Industriale è un vino prodotto in grandi quantitativi?

Se uno si prende la briga di andare a cercare sul vocabolario della lingua italiana, il significato della parola “naturale”, è questo:

Della natura, che riguarda la natura o si riferisce alla natura, nel suo significato più ampio e comprensivo.

Capite anche voi che il significato è molto generale ma ci chiarisce poco sulla specificità.

Idem per la parola “industriale”:

Dell’industria, relativo all’industria in senso specifico

Sarebbe interessante, nel caso uno voglia usare uno di questi due aggettivi associati alla parola “vino”, che gli illuminati che trattano quotidianamente quest’argomento, ci dessero in maniera risolutiva, una definizione.

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Due anni dopo

E’ passato un’altro anno; mancano i tuoi consigli, le tue incazzature per le stupidaggini mie e di Gian Luca e manca anche questa musica che si sentiva entrando in casa.

A muso duro

Dedicato a tutti quelli che ogni giorno vivono e combattono con la speranza di una vita migliore.

 

Purtroppo ci risiamo

A neanche un mese da quanto successo a Gianfranco Soldera di Case basse, è successa una cosa simile ai danni dell’azienda agricola Abraxas in quel di Pantelleria di proprietà dell’ex ministro dell’Agricoltura Calogero Mannino.

Anche a questa azienda va la nostra totale solidarietà; si spera che questi sabotaggi non comincino a diventare una moda.

Buone Feste!

Fonte foto: Nataleworld.com

Mercato dei vignaioli

https://i2.wp.com/www.fws.it/img/fivi-logo.gifSegnalo a tutti gli eno-appassionati l’evento che la FIVI (federazione italiana vignaioli indipendenti) organizza nelle giornate dell’1 e del 2 dicembre 2012 : il mercato dei vignaioli.

L’evento si svolgerà a Piacenza nel centro fieristico; parteciperanno piccoli produttori da tutt’Italia e anche dalla Francia, ogni azienda metterà in degustazione e in vendita i propri vini.

Il mercato della FIVI è improntato sulla vendita ai consumatori privati appassionati di conoscere le piccole realtà dei produttori in ogni angolo d’Italia.

La Federazione italiana vignaioli indipendenti, si è formata perchè: “Purtroppo constatiamo che né le nostre organizzazioni sindacali, né il ministero, né i rappresentanti italiani a Bruxelles hanno difeso i nostri interessi. Le grandi lobby dei commercianti, dei distributori, dei vinificatori, degli industriali del vino (che hanno tutti ormai interessi multinazionali) fanno normalmente prevalere le loro ragioni.

È chiaro che l’industria e il commercio hanno interesse a sganciarsi dalle origini, dal territorio, per poter comperare le materie prime in un posto o nell’altro, secondo la convenienza del momento. Ma il vino in Europa non è una materia prima: è invece un prodotto agricolo, legato al territorio d’origine. Per questo ci sembra incomprensibile e scorretto che un mosto nato in un paese europeo possa essere imbottigliato in un altro (naturalmente dove il costo del lavoro è più alto) e possa comparire in etichetta come prodotto del paese di imbottigliamento senza indicazione di quello dell’origine. Questo è ingannevole verso il consumatore, ed è concorrenza sleale verso i vignaioli del paese importatore. Ma già succede per l’olio d’oliva dove l’interesse dell’industria multinazionale ha ucciso molti piccoli produttori.https://i1.wp.com/www.enotime.it/media/uploads/2012/11/17/vignaioli-indipendenti-1.jpg

fonte: http://www.fivi.it/2011/la-storia/

Tutte le informazioni relative a partecipanti, orari, programma e quant’altro le trovate qui.

Noi saremo presenti in entrambi i giorni; partecipate numerosi, il livello qualitativo è molto alto.

Ciao Valter!

Solo stamattina appena arrivato in fiera ho appreso della notizia e solo ora trovo il tempo di scrivere.

I molti appassionati di vino romagnoli ti hanno conosciuto, per la tua promozione di tutto il nostro territorio, io ti conoscevo da troppo tempo, visto che ci accomunava lo stesso anno di nascita,  sono senza parole; fin dai primi tempi ho creduto nella tua iniziativa bellissima del Cinemadivino, io stesso ultimamente t’ho criticato in prima persona per averla fatta diventare, secondo me, una carovana troppo grande…

A tutti noi viticoltori romagnoli mancherai, in un modo o nell’altro.

Che la terra ti sia lieve.