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Archive for the ‘Agronomia’ Category

Operazioni in verde

La grandine ci ha fatto visita all’inizio del mese, le piogge battenti si sono rivelate un toccasana per le viti trapiantate ad aprile nell’ettaro nuovo di Sangiovese; ma le piante adulte vegetano tantissimo e il dilemma è se eseguire gli interventi di cimatura e come eseguirli.

CimaturaL’idea è quella di tagliare poco e spesso per non provocare eccessivo stress alle piante e per evitare che si squilibrino troppo. C’è da dire che il terreno è bagnato e quindi, anche se un po’ di sostanze vengono sottratte al grappolo per “nutrire” le cime, non è un male; anzi, si evitano grappoli con acini a maturazione, della grandezza di una ciliegia.

Comunque sia, gli intereventi vanno fatti, altrimenti si rischia di non passare più con le macchine in mezzo al vigneto. Per contro, in caso di ulteriori manifestazioni “funeste” (tocchiamo ferro), una vegetazione rigogliosa ripara i grappoli e un po’ li salva; ma se poi il clima, da qui alla maturazione, sarà umido o piovoso, ci potranno essere problemi sanitari. Cose ovvie ma che vanno comunque considerate.

Si tratta sempre di valutare i pro e i contro.

A chi può interessare, c’è un video postato su Winesurf, che spiega bene l’argomento, che potete vedere qui sotto.

 

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Operazioni agronomiche

Per il secondo anno consecutivo, dopo aver acquistato l’attrezzo apposito, ho effettuato la sfogliatura meccanica nei vigneti.

In cosa consiste?

Praticamente, grazie alla macchina che vedete qui a fianco, riesco ad eliminare le foglie che si trovano nella fascia produttiva. Tali foglie, che sono le più basali, sono le più vecchie e perdono prima di tutte la loro funzionalità; di conseguenza per la pianta non c’è alcun evento “traumatico”, anzi si favorisce l’arieggiamento attorno ai grappoli e i trattamenti fitosanitari a base di rame che vengono fatti, sicuramente vengono recepiti meglio dai grappoli stessi.

Come funziona questo attrezzo?

I 2 rulli controruotanti che vedete nella foto sopra, catturano le foglie le quali, grazie alla ventola che si può notare nella foto in secondo piano, vengono aspirate dietro i rulli stessi e poi vengono “espulse” con l’aiuto di un terzo rullo a “spazzole” (foto qui a dx) che ci assicura la loro eliminazione evitando così intasamenti che provocherebbero unpeggioramento dell’esecuzione del lavoro.

I risultati li potete vedere qui sotto confrontando il “prima” con il “dopo”. Le foto per comprendere meglio sono ovviamente state fatte alla stessa pianta. I numeri in rosso che vedete nelle prime due foto dimostrative del confronto, servono ad indicare gli stessi grappoli nelle due differenti immagini.

Mentre nella passata stagione effettuai la sfogliatura solo dal lato assolato alla mattina, quest’anno ho deciso di farla su entrambi i lati anche se, dalla parte assolata il pomeriggio, è stata fatta più “leggera” semplicemente mantenendo la defogliatrice un po’ più lontana dalle piante.

C’è da dire che forse il lavoro andava fatto circa 10 giorni fa, ma purtroppo le continue piogge ci hanno lasciato indietro con gli altri lavori e di conseguenza l’effetto domino ha fatto sì che tardassimo anche con questo. Siamo dunque un po’ al limite con le tempistiche, infatti qualche grappolo è già chiuso, ma la stragrande maggioranza ancora deve chiudersi completamente. 

Un particolare: perchè la defogliatrice lavori bene, prima di usarla, le viti vanno “palizzate” e poi cimate in modo che la defogliatrice stessa poi catturi solo le foglie che sono a ridosso dei grappoli e non ad esempio dai germogli latenti che arrivano dal fusto che vanno eliminati oppure da quelli produttivi che, arrivati all’ultimo filo in alto, poi ricadono facendo da schermo e impedendo ai rulli di lavorare bene a ridosso della fascia produttiva.

Non avendo la video camera, rimando alle immagini sotto dove si vede il funzionamento della macchina e che sicuramente rendono meglio della mia spiegazione.

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Sprechi

“Butta pur via!”, anzi per dirla alla maniera dei contadini della mia zona: “Bòta pu vèja!”. Questo è quello che mi dicono gli agricoltori anziani che hanno le proprietà confinanti con la nostra azienda; loro inorridiscono a vedere tanta uva sprecata, anzi se potessero ne attaccherebbero ancora di più (però poi le pesche e le albicocche le diradano altrimenti, la frutta che andrebbero a raccogliere non sarebbe nulla di buono……mah!). Il problema che un vitigno come il Sangiovese che è molto produttivo, lo diradiamo abbondantemente e sempre nel corso degli anni; questa operazione continuativa, porta le piante a soffrire molto meno e quindi non si ha mai la stagione di “scarica”.

Comunque oggi abbiamo terminato il diradamento dell’uva degli appezzamenti destinati alla vinificazione in proprio, come vedete non è che ci siamo andati troppo per il sottile, ma la stagione fino ad ora, è stata piuttosto piovosa ed a maggior ragione non bisogna lasciare nulla al caso. Speriamo che il tempo da qui in avanti non faccia come la settimana che è appena passata, altrimenti non è il massimo, perchè poi l’acqua diventa un pò troppa. Vabbè che noi agricoltori vorremmo che l’acqua che cade dal cielo la si potesse comandare con un rubinetto……

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Forza e coraggio!

Nonostante il ritardo, circa due settimane rispetto allo scorso anno, l’invaiatura procede a gonfie vele.

Però come si vede da queste foto, scattate Sabato 31 Luglio nella vigna di sangiovese che viene utilizzata per “Il beneficio”,  l’invaiatura stessa è un po’ disforme e la cosa per noi che ci apprestiamo a compiere il diradamento dei grappoli, non è il massimo.

Nonostante ciò, c’è da dire che il fatto di queste due settimane di ritardo si traduce in un paio di (possibili cose):

1 – chissà che in questa vendemmia non si ottengano accumuli zuccherini più “terreni” e non i 26/27/28 Brix delle ultime vendemmie;

2 – almeno non vendemmieremo il sangiovese (che è la varietà, tra quelle che coltivo, che più facilmente è condizionata dalla stagione) prima della metà di Settembre con delle corse che avrebbero lasciato indietro anche il Carl Lewis dei tempi migliori.

Se le condizioni sopra descritte si verificheranno sul serio, forse riuscirò ad ottenere anche dei vini un po’ più equilibrati che magari vanno a “secco” anche senza fermentazioni di durata biblica come quelle che hanno caratterizzato le ultime tre vendemmie e con tannini maturi senza necessariamente andare “troppo “su con l’alcol.

Chissà…….

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Fior di vite

Le foto di questo articolo risalgono a qualche giorno fa, precisamente al giorno 25 Maggio.

I vigneti più importanti dell’azienda stanno fiorendo e addirittura, in certe piante, l’allegagione è già avvenuta. In questa fase, in leggero ritardo rispetto alla passata stagione, sarebbe importante che non ci fosse maltempo, in modo che l’allegagione avvenga in maniera uniforme e le malattie stiano il più possibile lontano.

Come sempre c’è grande speranza per la stagione, sperando che qualcosa nel mercato si muova, perché altrimenti la vedo dura un po’ per tutti. Chi può sorridere, è chi si può permettere, in questo periodo di crisi, di uscire con prezzi stracciati, cosa che per una piccola azienda artigianale come la nostra è assai difficile. Anzi, per le annate nuove con le quali usciremo sul mercato in Ottobre sarà difficile mantenere il prezzo di quelle precedenti; perchè, come per tutto, ci sono stati aumenti e, ovviamente, anche i costi di produzione sono aumentati. Lavorare per niente, non fa piacere a nessuno.

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