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Archive for marzo 2018

Dell’inutilità

Ragazzi, non ci siamo; ma non ci siamo per niente eh…
Se ricordate qualche tempo fa i vignaioli romagnoli aderenti alla FIVI hanno scritto una lettera in merito alla eventuale nuova DOC che si istituirebbe come da link qui:
https://www.mark-up.it/fivi-romagna-dice-no-al-nuovo-spuma…/
Ora:
pare assurdo, prima di tutto, che le istituzioni parlino di una DOC quando essa stessa NON E’ nemmeno stata approvata; inoltre, vorrei seriamente che mi fosse spiegato come si fa a valorizzare un vitigno (il trebbiano romagnolo nella fattispecie) omettendone il nome nella denominazone.
Ma soprattutto,
essendoci già una DOC esistente con il nome “Romagna DOC Trebbiano spumante” che prevede l’uso minimo dell’85% del suddetto vitigno, come si valorizza esso stesso con una nuova DOC che ha come minima percentuale il 70%?
Io credo invece, che la cosa sia fatta proprio per NON evidenziare il vitigno utilizzato; quindi, ammettendo che la DOC venga approvata e se veramente volete valorizzare l’uva trebbiano romagnolo, perché nella nuova DOC non fate obbligo di utilizzo del suddetto vitigno “in purezza”?
Dunque,
care istituzioni (e nelle istituzioni ci metto anche il CVR), oltre a chiarirmi il motivo per cui viene nominata una DOC che formalmente non esiste, chiedo anche che mi sia spiegato perché (visto che i disciplinari delle DOC sono nati per tutelare il patrimonio ampelografico regionale e per salvaguardare il modo di fare vino di quel territorio) si debba ricorrere a questa ulteriore e inutile nuova introduzione che sembra essere invece un tentativo di inseguire le mode e la tendenza, quasi a voler ridurre il disciplinare a mero strumento di marketing (come appare chiaramente nell’articolo riportato in foto) e non certo la salvaguardia della tipicità e della tradizione.
Infine, la lettera di cui al link riportato sopra, perché non è stata assolutamente presa in considerazione dall’assessorato regionale? L’assessorato è di tutti o solo di qualcuno? Perché la portavoce della delegazione romagnola della FIVI non è stata nemmeno convocata per ascoltare le nostre perplessità (scrivo nostre perché la lettera è stata firmata anche dal sottoscritto)?
E’ ormai assodato che il regime non ci ascolta più; del resto la cosa si era già palesata quando, in occasione della precedente vendemmia, ci eravamo già espressi così:
http://www.slowfood.it/…/mcr-non-lo-vogliamo-ve-lo-dobbiam…/

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