“Butta pur via!”, anzi per dirla alla maniera dei contadini della mia zona: “Bòta pu vèja!”. Questo è quello che mi dicono gli agricoltori anziani che hanno le proprietà confinanti con la nostra azienda; loro inorridiscono a vedere tanta uva sprecata, anzi se potessero ne attaccherebbero ancora di più (però poi le pesche e le albicocche le diradano altrimenti, la frutta che andrebbero a raccogliere non sarebbe nulla di buono……mah!). Il problema che un vitigno come il Sangiovese che è molto produttivo, lo diradiamo abbondantemente e sempre nel corso degli anni; questa operazione continuativa, porta le piante a soffrire molto meno e quindi non si ha mai la stagione di “scarica”.
Comunque oggi abbiamo terminato il diradamento dell’uva degli appezzamenti destinati alla vinificazione in proprio, come vedete non è che ci siamo andati troppo per il sottile, ma la stagione fino ad ora, è stata piuttosto piovosa ed a maggior ragione non bisogna lasciare nulla al caso. Speriamo che il tempo da qui in avanti non faccia come la settimana che è appena passata, altrimenti non è il massimo, perchè poi l’acqua diventa un pò troppa. Vabbè che noi agricoltori vorremmo che l’acqua che cade dal cielo la si potesse comandare con un rubinetto……

Ciao Gabriele! Cosa sono tutti quei grappoli ancora nelle piante!! Tagliare tagliare!!!
Lo vogliamo fare o no uno chateau Costà Archì (per dirla alla francese) da mettere sul mercato a 100 euro la bottiglia!!
Si scherza ovviamente! Continua così!!!
Ci vediamo ad Letteratura Vino Musica!
Gianluca (articolo 18)